"…RICORDATI, DOVUNQUE SEI, SE MI CERCHERAI SEMPRE E PER SEMPRE DALLA STESSA PARTE MI TROVERAI…"

Intervista a Mara


mara2Domenica in, primavera 1997. Mara Venier conduce con la consueta verve, dote che le consente di arrivare direttamente al pubblico, bucando, come si dice in gergo, il video. Improvvisamente si rabbuia, gli occhi lampeggiano e, in primo piano lancia un’accusa tanto coraggiosa quanto pericolosa: «Qui c’è qualcosa che non funziona», esclama, apostrofando il concorrente in collegamento telefonico: «Lei ha risposto esattamente non alla domanda che le avevo rivolto, ma a quella successiva. Siccome non può trattarsi di una coincidenza, ripeto che c’è qualcosa di non regolare, non so da chi dipenda ma io, da questo momento, mi dissocio». Il caos è totale. Un’interruzione pubblicitaria probabilmente non in programma permette di ristabilire in studio una parvenza di ordine, ma il fuoco cova sotto la cenere e il giorno dopo divampa: si scopre infatti che un funzionario addetto a sorvegliare la regolarità dei giochi è, in realtà, una “talpa” che, d’accordo con alcuni concorrenti, fornisce loro le risposte alle domande che Mara rivolgerà in trasmissione. Ma per la serie “il diavolo ci mette le pentole, ma non i coperchi”, uno dei concorrenti, leggendo l’elenco di risposte esatte di cui è stato fornito, sbaglia riga, e risponde alla domanda successiva. Pochi mesi dopo Mara Venier lascia la Rai per Mediaset.

Ma almeno i dirigenti Rai ti hanno mostrato la loro riconoscenza per aver smascherato un imbroglio così grave?

«Ah, di sicuro. Il più gentile mi disse che i panni sporchi si devono lavare in famiglia, un altro mi rimproverò con un “dovevi farti i fatti tuoi”. E io che mi aspettavo un attestato di stima».

Da allora Mara non ha più condotto la più classica delle trasmissioni domenicali della nostra Tv, sino a quando non è stata “perdonata” ed è tornata a occupare la sua domenica, prima in un’edizione sperimentale con Carlo Conti che si chiamava Dom&Nika in, nel 2000, e poi nel 2002, quando il contenitore domenicale è tornato “normale”. Oggi è ancora lei la signora della domenica, ironica, ipervitale, sempre pronta a sdrammatizzare un momento delicato o a enfatizzare un episodio comico. È lei la colpevole di aver lanciato Loredana Lecciso, ma quando lo fece era quasi uno scherzo e certo non immaginava che sarebbe diventato una specie di “caso nazionale”.

Ma ti piace davvero lavorare la domenica?

«Sì, perché se non lavoro è un giorno di noia, dove tutti cercano di non far niente. E io non sopporto la pigrizia».

Mara Povoleri, il suo vero nome, è nata a Venezia nel 1952, e alla Tv è arrivata dopo qualche esperienza cinematografica, in film che hanno fatto anche cassetta, e sul piccolo schermo ha debuttato in una fiction, Greggio è pericoloso. Poi ha percorso i generi tv in lungo e in largo, ha affiancato Pippo Baudo e Corrado, Enrico Vaime e Gianni Morandi, ha condotto un dopofestival a Sanremo, presentato un gioco con Gerry Scotti.

Insomma, alla Tv dai del “tu”. Vista la conoscenza, come la giudichi?

«Non sono di quelli che sparano a zero sulla nostra Tv. Un tempo era la migliore del mondo, adesso, con la globalizzazione e la mania di acquistare format in mezzo mondo, s’è un po’ appiattita. Ma, lo dico sempre, abbiamo a disposizione il telecomando».

Quindi non sei schierata contro i reality show?

«Non mi interessano, mi diverte sempre soltanto L’isola dei famosi che seguo anche perché Simona Ventura è una cara amica. Il vero problema della nostra televisione è la paranoia degli ascolti, la mannaia dell’Auditel, credo che sia questa la causa per la quale si cerca di evitare di pensare a un bel programma, meglio andare sul sicuro… a scapito della qualità».

So che la prossima estate sarà molto importante per te…

«Il 28 giugno mi sposo con Nicola Carraro e a celebrare le nozze sarà Valter Veltroni».

Più emozionata tu o tuo marito?

«Cosa vuoi che siamo emozionati, stiamo insieme da sei anni. Se mai siamo consapevoli di aver fatto la cosa giusta».

Che vestito indosserai?

«Non lo so ancora, devo incontrare Valentino, adesso non ho in mente neanche il colore…».

Nel tuo spazio a Domenica in hai affrontato spesso il tema di quelli che tu chiami “i correttivi”, in sostanza l’abitudine di tante donne di ricorrere al bisturi per mantenersi giovani e belle.

«Beh, per quello anche certi uomini non scherzano, comunque sai come la penso. Si vedono ragazze giovani, giovanissime, tutte con la bocca uguale, il sorriso che fatica a farsi largo sulle labbra. È una pessima abitudine ormai radicata, conosco ragazze che per il compleanno si fanno regalare un’aggiustatina.Tuttavia non sono nemmeno troppo d’accordo con chi vuol ricorrere a tutti i costi la giovinezza, penso che sia un modo di vivere male, di non volersi bene. Se si sanno portare i propri anni con dignità, magari curando la propria persona con prodotti cosmetici, allora la serenità è assicurata. Lo dico sempre quando mi spio nello specchio: “Mara, stai bene come sei, l’importante è che lo spirito, l’ottimismo, la voglia di vivere siano sempre con te”».

Grande, grandissima signora Povoleri, che hai un nome d’arte bellissimo ma lo dimentichi quando sei sola con te stessa. E a proposito: tanti auguri per le nozze!

di Gigi Vesigna

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