"…RICORDATI, DOVUNQUE SEI, SE MI CERCHERAI SEMPRE E PER SEMPRE DALLA STESSA PARTE MI TROVERAI…"

Intervista a Mara


mara Ecco una bellissima intervista rilasciata da Mara a Paola Comin qualche giorno fa. Mara racconta il suo rapporto con Venezia, la sua città natale, e Roma, la città che l’ha “adottata” con affetto e che lei ricambia con lo stesso amore.

Buona lettura😉

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Grandi luminosi occhi azzurri, lunghi biondi capelli, gambe infinite, affusolate, nervose, perfette, dalla falcata inimitabile e un sorriso splendido, aperto, avvolgente: questa è la mia amica Mara Venier, la “Signora della Domenica”, un cocktail perfetto di fascino e semplicità, di simpatia e calore umano, di bellezza e spontaneità. Siamo nel suo attico romano. Una casa che Mara ama molto e che molto la riflette: piena di luce, di colori chiari e caldi.

Sei nata a Venezia, luogo unico al mondo, eppure hai più volte ricordato che, arrivata a Roma appena diciottenne, ti sei innamorata di questa città e hai deciso di rimanerci. Perché?

Ma perché Roma è la città più bella del mondo! Lo pensavo allora e ancora di più lo penso oggi che ho girato il mondo e visto tanti luoghi bellissimi. Ma Roma resta unica. Roma con la sua storia, i suoi monumenti, i suoi colori, il suo cielo. Le sue piazze, le sue chiese , le sue cupole. Ma in quale altra parte del mondo trovi un mix come questo? Se esco dal portone della mia casa e giro a destra mi trovo nel foro romano, passeggio tra i marmi bianchi testimoni della grandezza di Roma antica. Se invece cammino verso sinistra dopo pochi passi sono a piazza Navona, tra Bernini e Borromini, immersa nella magnificenza del barocco. Non sono certo l’unica a venire da una bella città ed essermi innamorata di Roma. Goethe, Stendhal, pittori, e più recentemente attori, scrittori, giornalisti, di tutti i Paesi sono rimasti qui. Chi arriva a Roma rimane folgorato dalla sua bellezza, dalla sua unicità.

Dalla terrazza della tua casa si gode uno dei panorami più belli della città, Roma a 360 gradi. Un caso o una scelta precisa?

Una scelta precisa! I primi tempi che vivevo a Roma camminavo sempre con il naso all’insù. Guardavo le terrazze e sognavo di poterne avere un giorno una anch’io. Era il mio grande desiderio avere una casa con un affaccio come questo. Giro lo sguardo e vedo il Granicolo, il Cupolone, il Campidoglio e poi il Colosseo, i castelli romani e in fondo l’EUR, la modernità. Grazie a Roma ho potuto realizzarlo. Se non fossi rimasta forse non avrei lavorato nel mondo dello spettacolo, non avrei conosciuto il successo. Vedi Roma ha ricambiato il mio amore, mi ha dato tanto, anche tutto questo.

Sono passati più di trent’anni. Roma è cambiata. Quanto, come?

Certo è cambiata, e tanto e non proprio in meglio. Il traffico è aumentato a dismisura,e con lui l’inquinamento. Ma questo è un problema di tutte le grandi città non solo nostro. Quando sono arrivata Campo de’ Fiori era come un’oasi, con il suo mercato, le botteghe, il baretto. Certo ci sono ancora ma è diventato un posto modaiolo, con i pub, i ragazzi che lo invadono tutta la notte. Ma Roma è elastica: assorbe tutto e tutto lascia scorrere…

Hai sempre abitato nel Centro storico, anzi nel cuore “vero” di Roma. Campo de’ Fiori, il Ghetto, privilegiandolo a zone diciamo più “nobili”, perché?

Ma perché io ho bisogno del “quartiere”. Voglio scendere e prendere il caffè nel bar sotto casa e scambiare due chiacchiere con il padrone alla cassa. Voglio avere vicino il macellaio, il pescivendolo dove andare a fare la spesa. Non a caso sono gli stessi da tanto anni, sono diventati amici, erano invitati al mio matrimonio.

Ci sono affinità tra la tua città natale, Venezia e Roma, la tua città d’elezione?

Non, non ce ne sono, a parte ovviamente la vocazione turistica. Venezia è una città unica, meravigliosa, ci sono nata e la amo. Ma è difficile da vivere. Ci ritorno sempre volentieri, ma non potrei più abitarci.

Ora hai anche una bellissima casa a Milano, dove spesso risiedi. Com’è la Mara milanese?

Cerco di essere sempre la stessa, ma è più difficile. Abito in una delle vie del Quadrilatero della moda, quando esco non trovo il mio baretto, ma le vetrine dei negozi più belli ed esclusivi del modo. Capirai che è un po’ diverso! Prima a Milano ci venivo solo per lavoro, la conoscevo solo sotto questo aspetto. Ho sposato un milanese che ama la sua città ed è giusto che mi adegui anche ai suoi desideri e alle sue esigenze. Frequento gli amici, cerco di vivere Milano in una dimensione “familiare”. Ma solo per qualche giorno, poi torno nella mia Roma, dove non ci sono cieli grigi, giornate uggiose, panorami nebbiosi!

Ma tu hai anche una casa ai Carabi…

I Carabi sono il paradiso terrestre di Nicola e mio. La nostra oasi di serenità. Sono la vacanza, il relax, il distacco da tutto.

Cosa è rimasto della ragazza di Venezia?

Direi tutto! Certo il tempo è passato e la vita ti cambia, ti modifica, ti matura. Ma io ho cercato, ho voluto rimanere la stessa. I miei desideri, i miei gusti sono rimasti uguali a quelli di un tempo. Lo sai, preferisco una cena con gli amici alla festa esclusiva, alla serata mondana. Forse ho sbagliato, che dici? Avrei dovuto darmi un po’ di arie, fare la diva, selezionare di più le persone, montarmi un po’ la testa. Ma il mio carattere è questo, sono contenta così, di vivere come sento, come desidero, senza troppe sovrastrutture, senza artifizi, con le mie, per fortuna, tante gioie e qualche inevitabile delusione.

Sei stata l’indiscussa “Signora della Domenica”. Ancora oggi, dopo tre edizioni che non ti vedono protagonista sei considerata così da pubblico e stampa. La domenica al femminile l’hai inventata tu. Ma qual è l’edizione che più hai nel cuore?

Sicuramente la prima. Ero quasi una sconosciuta e in pochissimo tempo sono diventata popolarissima. Non potrò mai dimenticare quei giorni, quelle emozioni. Poi abbiamo fatto edizioni memorabili, con ascolti pazzeschi, oggi impensabili. Ora la domenica è diversa, spezzettata, con tanti segmenti. Prima il pubblico si affezionava al conduttore che lo accompagnava per tutto il pomeriggio.

Ti vediamo tutti i lunedì opinionista a “L’Isola dei famosi”, un tipo di televisione impensabile ai tempi delle tue prime grandi edizioni di “Domenica in”

I tempi cambiano, i gusti si evolvono, si cercano nuove strade, “L’isola” è un reality divertente, unico, nel suo genere il migliore e certamente il più divertente e quello di maggior successo. Eppure gli ascolti che testimoniano il gradimento del pubblico del programma di Carlo Conti dimostrano che la gente ama ancora una tv più classica, elegante, tranquilla. Insomma vanno bene le novità ma anche i programmi tradizionali, rasserenanti. E poi, c’è sempre il telecomando!

Hai intervistato centinaia di personaggi, tutti i grandi dello spettacolo nazionale e internazionale. Dimmi i tre che ti sono rimasti nel cuore.

Alberto Sordi. Il più grande di tutti. Un attore immenso, una persona eccezionale, pieno di sentimento, un profondo conoscitore dell’animo umano, un attento osservatore. L’ho intervistato tante volte, ogni volta era una scoperta, ti dava qualcosa di nuovo. Ha rappresentato veramente gli italiani perché in lui c’era un po’ di tutti noi. Poi Tony Curtis. L’ho incontrato a Los Angeles. Doveva essere un’intervista molto formale, superficiale, niente domande personali, mi aveva raccomandato il suo manager. Ed invece dopo poco fu lui il primo ad aprirsi, spontaneamente, a raccontarmi di suo figlio morto di overdose. Fu un’esperienza molto toccante, commovente e ne conservo un ricordo bellissimo. Non c’è un terzo. Diciamo che i grandi e sono tanti, si equivalgono più o meno tutti.

E la donna più bella?

Sharon Stone. la incontrai a Las Vegas. E lei la più bella, senza dubbio.

Di recente hai firmato una nuova linea di gioielli che porta il tuo nome “Mymara” ma non ti sei limitata a siglarla: hai partecipato alla fase creativa, alla scelta dei materiali, dei modelli…

Nelle mie scelte professionali metto sempre tutta me stessa. Per questo voglio conoscere tutto, partecipare a tutti i momenti della realizzazione di un progetto. Debbo dire che mi sono appassionata e sono molto soddisfatta del risultato. Mymara è una linea elegante, divertente, vivace, semplice e nello stesso tempo ricca di fantasia, con motivi nuovi e preziosi ma alla portata di tutti, con costi veramente contenuti. Un gioiello nuovo, per una donna, è sempre gratificante ed è giusto ideare qualcosa che tutte possano permettersi, che qualsiasi uomo possa acquistare per la sua donna. E poi ricordiamo, come cantava Marilyn Monroe che “I diamanti sono i migliori amici delle ragazze”!

Grazie, Mara!Per noi la più bella, la più grande sei tu!

Di Paola Comin

Una Risposta

  1. Di lorenzo antonella

    Ciao cara mara pure io ho vissuto con uljmo dispiacere di mia mamma come te poi altri dispiaceri ora…..sto cercando un qualcuno che ascolta la mia disperazioe per una bambina che nessuno ascolta un piccolo aiuto di ogni genere….ce da 9 anni indifferenza ed oggi un sorriso non riusciamo a farlo perche chi aiutaca non ce piu ed un appello a questi ascoli indifferenti ci fanno sentire male e soli in questo piccolo paese in brianza indifferenza ci a distrutti un pjccolo ascolto un piccolo appello ci darebbe un po di serenita perche ci ascoltano si dispiacciono dicono che ci aiutano poi tutto tace…perche non sappiamo chiedere aiuto insistentemente a chi di dovere divrebbe farlo mara ascoltami ti prego zia antonella aiutami ad ascoltarmi almeno tu….Di

    maggio 22, 2016 alle 3:41 pm

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